DER ZWERG – IL NANO

 

Un esperimento plurimediale: canto, musica, poesia e illustrazione. I disegni di Scanner, questa volta, si uniscono alla poesia di Matthäus von Collin, trasformata in lied da Franz Schubert intorno al 1825. Un video unisce la ballata ai disegni, con il testo in italiano della poesia di von Collin. L’interprete canoro è il baritono Dietrich Fischer-Dieskau. La poesia narra di un Nano e della sua Regina a bordo di una barca. Il Nano ha deciso di uccidere la donna, che ha preferito il Re a lui, strangolandola con un laccio di seta rossa e gettandola in mare. La descrizione del dramma d’amore è particolarmente suggestiva, tra il rassegnato dolore della vittima e la furiosa sofferenza del Nano.

Qui sotto un galleria con le immagini del video.

 

 

DER ZWERG

di Matthäus von Collin

Im trüben Licht verschwinden schon die Berge,

Nella torbida luce scompaiono già le montagne,

Es schwebt das Schiff auf glatten Meereswogen,

galleggia la barca sulle calme onde del mare

Worauf die Königin mit ihrem Zwerge.

portando la Regina e il suo Nano.

Sie schaut empor zum hochgewölbten Bogen,

Lei guarda su, all’alto arco celeste,

Hinauf zur lichtdurchwirkten blauen Ferne,

là nella diafana e azzurra lontananza,

Die mit der Milch des Himmels blass durchzogen.

dove il latteo cielo scolorisce.

“Nie, nie habt ihr mir gelogen noch, ihr Sterne,”

“Mai, mai mi avete mentito, o stelle,”

So ruft sie aus, “bald werd’ ich nun entschwinden,

così lei invoca, “e presto io sarò scomparsa,

Ihr sagt es mir, doch sterb’ ich wahrlich gerne.”

voi me lo dite, e davvero muoio volentieri.”

Da tritt der Zwerg zur Königin, mag binden

Il Nano si avvicina alla Regina, per avvolgere

Um ihren Hals die schnur von roter Seide,

alla sua gola un laccio di rossa seta,

Und weint, als wollt’ er schnell vor Gram erblinden.

e piange, quasi volesse per l’angoscia diventare cieco.


Er spricht: “Du selbst bist schuld an diesem Leide,

Lui parla: “Tu sola hai la colpa di questa sofferenza,

Weil um den König du mich hast verlassen,

perché per il Re tu mi hai lasciato,

Jetzt weckt dein Sterben einzig mir noch Freude.

adesso soltanto la tua morte può darmi gioia.

Zwar werd’ ich ewiglich mich selber hassen,

Di certo in eterno io mi odierò,

Der dir mit dieser Hand den Tod gegeben,

perché con queste mani la morte ti ho dato,

Doch musst zum fruhen Grab du nun erblassen.”

ma ora devi andare alla tua precoce tomba, impallidendo.”

Sie legt die Hand aufs Herz voll jungem Leben,

Lei pone la mano sul cuore, pieno di giovane vita,

Und aus dem Aug’ die schweren Tränen rinnen,

e dagli occhi pesanti lacrime scendono,

Das sie zum Himmel betend will erheben.

mentre verso il cielo guarda implorante.

“Mögst du nicht Schmerz durch meinen Tod gewinnen”,

“Possa tu non aver dolore dalla mia morte”,

Sie sagt’s, da kusst der Zwerg die bleichen Wangen,

lei dice, poi il Nano bacia le bianche guance,

D’rauf alsobald vergehen ihr die Sinnen.

e subito lei perde i sensi.

Der Zwerg schaut an die Frau, vom Tod befangen,

Il Nano guarda la dama, sconvolto dalla morte,

Er senkt sie tief ins Meer mit eig’nen Händen.

la cala giù nel mare con le sue mani.

Ihm brennt nach ihr das Herz so voll Verlangen,

Gli brucia il cuore, così pieno di desiderio,

An keiner Küste wird er je mehr landen.

su nessuna costa potrà mai più approdare.